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Lunico modo per imparare l’inglese è vivere e studiare all’estero.

 

Ho sentito questa frase molto spesso nella mia vita e non posso dire di essere in totale disaccordo,

per tante ragioni, ma nemmeno in totale accordo.

 

Posso infatti affermare che studiare o vivere fuori dall’Italia non è indispensabile come ti

hanno sempre fatto credere.

 

Ed io ne sono la prova vivente.

 

Lascia che ti racconti come io ho raggiunto il livello C2 Cambridge senza mai studiare all’estero.  

 

È la storia da cui ho tratto non solo il mio modo di imparare tutte le lingue che conosco, ma

soprattutto di aiutare i miei studenti a trovare il loro metodo attraverso il coaching linguistico.

 

È la storia, appunto, del perché sono oggi una language coach a Catania.

 

So, sit back, relax, and enjoy.

 

Fino alla seconda media il mio inglese era imbarazzante. No, dico davvero. Non riuscivo ad andare oltre a un “buono” stentato e la mia media era costantemente del “sufficiente”.

 

Non dimenticherò mai il compito sulla differenza di utilizzo del ‘do’ e del ‘does’, in cui presi proprio

un “sufficiente meno”.

 

Mi sentivo frustrata perché per me era davvero incomprensibile capire come funzionasse tutto,

sebbene la mia insegnante fosse veramente brava.

 

Il mio cervello, a quanto pare, si rifiutava di imparare in quel modo.

 

Solo un anno dopo cominciai a prendere sempre “ottimo”. Il funzionamento delle regole

grammaticali era diventato all’improvviso facile da comprendere e ricordare, così come i vocaboli

 

Cos’era successo nell’estate tra la seconda e la terza media?

 

Ti sembrerà banale, ma avevo cominciato a leggere storie in inglese.

 

No, non era un compito estivo e non me l’aveva imposto nessuno.

 

Mi piaceva leggere delle storie sui personaggi di un telefilm americano ai tempi famoso. E dopo aver finito di leggere tutte quelle in italiano, non avevo avuto altra scelta che leggerle in inglese.

 

Capivo tutto? Affatto.

 

All’inizio mi trovavo a tradurre i vocaboli che vedevo più spesso e impedivano la mia comprensione generale, ma senza perdere troppo tempo sui dettagli. Ero troppo curiosa.

 

E dopo due settimane quelle stesse parole all’inizio vuote si erano riempite di senso. Dopo tre

mesi estivi, questo era successo a molte più parole e strutture grammaticali.

 

Lo so che continuerà a sembrarti troppo poco, ma continua a leggere. Alla fine di questa storia ti

sarà tutto più chiaro.

 

Arrivata alle superiori, il mio inglese era migliorato ulteriormente, avevo persino cominciato a

chattare e parlare in inglese.

 

Riuscivo a parlare di filosofia o fisica quantistica? Il mio inglese era perfetto?

Certo che no, ma poco importava – il mio interlocutore era sempre felice di parlare con me e

aiutarmi.

 

In fine, ero un adolescente, e come molti adolescenti passavo il tempo a fare tre cose:

 

1) Guardare telefilm.

 

Quando avevo 14 anni non esisteva lo streaming, non come lo conosciamo oggi, e i telefilm che

passavano su Italia 1, quasi sempre americani, arrivavano in Italia con una lentezza insopportabile.

 

Ahimè, io non sono mai stata una persona paziente, quindi andavo a vedere gli originali per sapere

in anteprima cosa sarebbe successo.

 

Mi era tutto chiaro? Assolutamente no.

Ma non mi importava, il senso generale bastava a placare la mia curiosità.

 

2) Ascoltare musica.

 

Sì, la musica è sempre stata una mia grande passione, cantare in modo particolare.

 

Stavo molto spesso con gli occhi incollati alle parole di quelle canzoni che ascoltavo in loop, tutto il

giorno, ovunque fossi. Per la felicità dei miei genitori, aggiungerei.

 

E le cantavo fino a quando non le memorizzavo. Il mio cervello era una sorta di database di testi da

fare invidia ad Angolotesti, come dicevo spesso a quell’età, e di conseguenza si era riempito di

vocaboli e strutture grammaticali. 

 

Chi l’avrebbe mai detto che la pazienza dei miei genitori avrebbe ripagato?

 

3) Tenere un diario segreto.

 

Mi è sempre piaciuto scrivere per sfogarmi, ecco perché già a 10 anni riempivo pagine su pagine di

diari segreti.

 

Ma sappiamo tutti che i genitori sono più furbi di un lucchetto di plastica e a me non andava che la

mia privacy potesse essere invasa dai miei (sì, gli stessi che sopportavano la mia musica ogni

giorno).

 

Ecco perché dai 14 ai 18 anni cominciai a scriverlo solo in inglese.

 

Descrivere situazioni e stati d’animo mi costringeva a cercare parole ed espressioni che non

conoscevo. Parole che la volta successiva avrei riguardato e la volta dopo ricordato ed usato.

 

Ora fermati e pensaci un attimo.

 

Cosa stavo facendo, in fin dei conti, se non allenare le quattro abilità – lettura, ascolto, scrittura

parlato – acquisendo così grammatica e vocabolario senza doverlo studiare a memoria?

 

Avevo appreso l’inglese in un modo naturale, ricreando la mia personale realtà, basata sulla

mia personalità, ciò che mi piaceva e che mi era utile.

 

Ero circondata dall’inglese ogni giorno, tutto il giorno, attraverso stimoli diversi.

 

Grazie a questo, posso dirti che a 16 avevo già un livello B2 e alla fine del liceo gli inglesi non

capivano se provenissi dall’America o dal Canada (mi chiedo tutt’oggi il perché della seconda).

 

Tutto questo senza essere mai andata in Inghilterra o in America o aver mai partecipato a

un corso di inglese tradizionale.

 

Non perché li ritenessi inutili o credessi di essere superiore, ma perché non avevo nessun obiettivo

concreto.

 

Non fino a due anni fa, quando, dopo aver continuato a studiare lingue per tutto il mio percorso

universitario, ho deciso di prendere il C2 Cambridge.

 

Ho preso la mia certificazione C2 a Marzo 2018.

 

E sai quando sono andata per la prima volta in Inghilterra? Maggio 2018.

 

Ti ho raccontato questa storia non per farmi bella agli occhi di te che ora mi stai leggendo, ma per

farti capire che se non sei riuscito ancora ad imparare l’inglese il motivo è solo uno:

 

stai continuando a studiare l’inglese come se fosse una cosa distante dalla tua vita. Se

non, peggio, un oggetto di esame.

 

Continui a fare ciò che hai sempre fatto e nelle stesse modalità – studi regole grammaticali su

regole, leggi e ascolti pensando di dover capire ogni singola parola, e continui a non parlare.

 

La prossima volta che vorrai studiare inglese non chiederti quale libro di grammatica acquistare.

 

Chiediti cosa scrivi, cosa guardi, cosa leggi. Come puoi sfruttare tutto ciò che già usi e fai

ogni giorno e tradurlo in inglese.

 

Se non sai da dove partire, ecco 7 attività che puoi fare ogni giorno a casa e che

miglioreranno il tuo inglese fin dalle prime settimane!

 

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